Disabilità Cognitiva e
Disturbi dello Spettro Autistico

La Fondazione La Fonte Comunità Famiglia ETS accoglie persone adulte con disabilità e soggetti con disturbo dello spettro autistico, offrendo servizi residenziali e semiresidenziali volti a favorire la crescita personale, l’autonomia e l’inclusione sociale.

Nelle comunità di Casa San Giuseppe e Casa San Giuseppe 2, le giornate sono organizzate per rispondere ai bisogni assistenziali, educativi e sanitari attraverso attività scolastiche, lavorative, sportive, culturali e creative.

Con il progetto Meraki, la Fondazione promuove un modello innovativo di cura e accompagnamento che integra moduli residenziali e semiresidenziali in ambienti accoglienti e familiari, garantendo continuità e supporto in ogni fase della vita, grazie a un’équipe multiprofessionale dedicata e a un costante dialogo con il territorio.

AREA DISABILI
Casa San Giuseppe

La Fondazione La Fonte Comunità Famiglia ETS si rivolge anche a persone diversamente abili di età adulta che conservano un certo margine di autonomia, ma che necessitano comunque di un alto livello di sostegno e di risposta a bisogni assistenziali, socio educativi e sanitari.

Il servizio di ospitalità (24 posti letto, di cui 22 in convenzione con ASUGI, Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina)si inquadra nella programmazione regionale e di ambito con riferimento all’area disabilità e rappresenta una soluzione residenziale per persone in particolari condizioni esistenziali, nonché un modello di prestazioni sostitutivo del nucleo familiare qualora lo stesso sia inesistente, impossibilitato o incapace ad assolvere i propri compiti, qualora il soggetto rivendichi il suo diritto a rendersi autonomo da esso e non sia necessario il ricorso a soluzioni particolarmente protette.

Per raggiungere gli obiettivi precedentemente elencati, la giornata in Comunità è organizzata in modo da favorire la prevenzione del disagio e stimolare la crescita attraverso momenti vissuti in gruppo e spazi personalizzati, attraverso esperienze sociali. Sono assicurate attività esterne a tutti i ragazzi: innanzi tutto l’inserimento nelle scuole dell’obbligo, primarie, superiori e/o professionali o in attività lavorative di apprendistato, in collaborazione con il Centro per l’Impiego, secondo quanto previsto dalla normativa per l’assolvimento dell’obbligo formativo. Sono previsti spazi e tempi per lo studio e, se necessario, i ragazzi vengono affiancati dagli educatori e/o insegnanti interni.

La comunità favorisce lo svolgimento di attività sportive per favorire uno sfogo, una crescita fisica armonica ed un momento di aggregazione con i coetanei.

Da luglio 2023 la Fondazione mette a disposizione degli ospiti uno spazio attrezzato come palestra; è inoltre assicurata la frequenza a laboratori di tipo culturale, ricreativo e di educazione civica che includono le discipline di musica, teatro, canto, laboratori manuali e creativi.

AREA AUTISMO
Casa San Giuseppe 2

Con il “Progetto Meraki”, in collaborazione con ASUGI, viene promossa una “sperimentazione per l’innovazione del sistema dei servizi per le persone con disabilità, mediante riconoscimento o attivazione di percorsi innovativi, anche finalizzati alla riconfigurazione e riqualificazione dei servizi esistenti, incentrati sulla personalizzazione della risposta appropriata ai bisogni e a supporto dello sviluppo integrale della persona” art 25 della LR 16.

Il progetto prevede la realizzazione di un centro residenziale da 18 posti letto per persone affette da disturbo dello spettro autistico (da livello 2 e 3), con particolare attenzione ai casi sia in fascia d’età evolutiva che adulta in cui sia strutturato un disturbo del comportamento, afferenti, in via prioritaria, all’ambito triestino.

La nuova struttura (e i servizi di pertinenza) si sviluppa su due livelli ospitanti al piano terra il Centro semiresidenziale (25 posti) e al primo piano il Centro residenziale con 18 posti letto; entrambi i Centri sono riservati all’accoglienza di minori e adulti nello spettro autistico con modalità di inserimento definite in base alle necessità progettuali proposte e condivise nell’Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM), dal SSC (Comune) e dalle Sc di competenza (ASUGI).

L’innovatività del servizio residenziale e semiresidenziale è nella sua ideazione per moduli che riesce a dare risposta continuativa e stabile ai percorsi delle persone nello spettro autistico con particolare riferimento al momento della transizione, momento critico che genera forti criticità sia nella persona che nelle famiglie. L’ottica non è di governare una struttura totalizzante ma una struttura aperta sul territorio, che veda la partecipazione attiva anche di persone, minori ed adulte, provenienti dal domicilio o da altri servizi territoriali.

La struttura prevede quindi 2 moduli, un modulo residenziale e un modulo semiresidenziale, con gestione di spazi dedicati e specifici così da riprodurre ambienti di vita famigliari e che limiti il generarsi di dinamiche di gruppo difficili da controllare. I moduli sono tarati su target specifici di bisogno e d’età. Il modulo residenziale si caratterizza per la compresenza in un unico piano (primo piano) dell’edificio sopra descritto di due unità di accoglienza contigue ma indipendenti l’una dall’altra, sia dal punto di vista degli ambienti sia da quello del personale impiegato: l’unità per l’accoglienza di minori nello spettro autistico e/o con disabilità intellettive e l’unità per l’accoglienza di adulti nello spettro autistico e/o con disabilità intellettive. La struttura prevede la possibilità di dare un servizio continuo sulle 24 ore con adeguata copertura di personale multiprofessionale e con la possibilità da parte degli ospiti di fruire sia degli spazi residenziali che quelli destinati al servizio semiresidenziale.

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